UIGE – Un’incantevole grande età

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CHI SIAMO

L’A.T.I. (Associazione Temporanea d’Impresa)

Per la realizzazione del progetto, la Cooperativa Sociale Nuova Socialità ONLUS, l’Associazione Educazione al Benessere e l’Associazione culturale Neon hanno costituito una ATI con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di una società interculturale fondata sul rispetto della dignità umana.


 


 


La povertà è la condizione di persone che non raggiungono un reddito adeguato, che si trovano in situazioni socio-economiche difficili da sopportare; persone che possono essere considerate “soggetti deboli” perché svantaggiate dal punto di vista fisico, psichico e psico-fisico o perché oggetto di esclusione sociale: gli anziani, gli immigrati o i portatori di handicap. Queste sono le persone di cui si occupano le politiche sociali, cercando di trovare risposte e soluzioni alle loro esigenze, cercando di alleviare le situazioni di svantaggio e di difficoltà, cercando di riempire il vuoto che per questi cittadini vuol dire esclusione sociale, vuol dire vivere una vita lontani dalla società, non integrati in un circolo di relazioni, legami e affetti.

Il progetto dal titolo “Un’incantevole grande età”  prevede un percorso artistico educativo con valenze socio-terapeutiche che si basa sulle buone prassi dell’inclusione sociale degli anziani fragili, delle persone diversamente abili e non, bambini, stranieri soprattutto le cosiddette badanti, operatori sociali che lavorano con gli anziani, uomini e donne di diverse età e provenienza culturale, che si confrontino nel percorso dialogando tra loro e mettendosi in gioco nelle attivazioni di gruppo.
Il percorso è composto da un laboratorio, uno spettacolo teatrale e un video che documentano un percorso di mixed group, Il percorso prefigura, mettendola in scena, la creazione di una nuova società interculturale basata sulla dignità di ogni essere umano.

Attraverso il laboratorio vogliamo promuovere la cittadinanza inclusiva e sviluppare empowerment personale e di gruppo che promuova benessere.

GALLERY

COSA FACCIAMO

COSA

PORTALE DI COMUNICAZIONE SOSTENIBILE
È prevista la costruzione e la gestione di un portale nel quale è possibile trovare informazioni e novità concernenti il tema dell’invecchiamento attivo e tutti gli aggiornamenti e gli appuntamenti relativi al progetto “Una incantevole grande età”.

LABORATORIO CREATIVO DI INTERAZIONE COLLABORATIVA
Il progetto prevede la realizzazione di un laboratorio gratuito aperto alla cittadinanza che si tiene, per 6 mesi, con cadenza settimanale, il sabato mattina. La durata di ogni singolo incontro è di tre ore.
Il laboratorio propone un percorso che utilizza la danza, il video e il teatro per la condivisione e lo scambio di esperienze di vita tra le generazioni.

EVENTO TEATRALE
Lo spettacolo si inserisce in un’ampia visione che mira all’invecchiamento attivo. La particolare composizione degli attori e la loro età anagrafica si rivelano un vastissimo terreno di bellezza e di poesia sul quale … posare i prossimi 100 anni!
Il cuore del lavoro è incentrato sul tema del “tempo”, delle sue pulsazioni vitali, delle percezioni, dei suoi incroci, su come alcune visioni restano intatte nel suo scorrere e su come altre si disvelano e mutano nella presenza attuale di me che vivo il tempo.

VIDEO PARTECIPATIVO DI DOCUMENTAZIONE
Il progetto prevede la realizzazione di un video di 60 minuti, che documenta le diverse fasi del progetto. Una lente di ingrandimento che mette a fuoco le relazioni che si intrecciano e una nuova interpretazione dello stare insieme.

COME

Un gruppo formato da persone diverse per etnia, orientamento sessuale e religioso, capacità fisiche e psichiche, che utilizzano diversi linguaggi e modalità espressive e che lavorano insieme mantenendo viva la curiosità nei confronti dell’altro.

PERCHÈ

Il progetto è stato pianificato con lo scopo di contribuire al processo di sensibilizzazione e di sviluppo in tema di inclusione sociale e rappresenta un modello replicabile in città e luoghi diversi.


Invecchiamento attivo

Il concetto di INVECCHIAMENTO ATTIVO, per noi, è quel processo, in costante evoluzione per acquisizioni di competenze e saperi, in cui la costruzione di reti semantiche produce un processo generativo e moltiplicatore.

Noi pensiamo a una comunità che si prende cura dei problemi che sorgono al suo interno e se ne fa carico, e si costruisce attorno a nodi (punti di incontro fra soggetti, organismi,…) e, attraverso legami (relazioni, collegamenti), ponendo attenzione ai processi di connessione e integrazione dei progetti e delle risorse in un’azione finalizzata alla ricomposizione di visioni e attese, alla condivisione delle conoscenze e alla costruzione di significati comuni. La complessità delle domande e dei problemi richiede una pluralità di risorse ed una complementarietà di risposte, richiede il superamento dell’autoreferenzialità e delle separatezze e la costruzione di risposte originali e creative, piuttosto che la replica di modelli standardizzati.

La metafora della “rete” si presta a rappresentare l’immagine di una comunità che voglia superare la soglia dell’isolamento, che costruisca l’innovazione attraverso un processo di socializzazione, intesa come presa in carico, che espliciti l’intenzionalità formativa traducendola in direzionalità valoriale, programmatoria e organizzativa.

Le conoscenze hanno base sociale, le competenze dei soggetti nascono dagli scambi, dalle relazioni che si instaurano, dai legami che si costruiscono.

La rete è rete di rapporti sociali, una rete di rapporti sociali significativi costituisce la cultura di un soggetto.

Il gruppo permette la costruzione della cultura della persona, in quanto la considera soggetto creativo e portatore di contributi originali per l’intero gruppo. Il soggetto assume consapevolezza dello “stare al mondo” (stare con gli altri) scoprendo:

  • che il dialogo e il confronto sono le basi sociali della conoscenza (consapevolezza del contesto, della forma sociale della costruzione del sapere);
  • che il suo parlare è, per metà, un ‘parlato’ degli altri (consapevolezza dei ‘debiti’ culturali e degli intrecci);
  • che non esiste ‘oggettività’ ma una forma di condivisione intersoggettiva di modelli interpretativi della realtà; si negozia, si confrontano livelli di comprensione e significazione diversi (consapevolezza epistemologica).

Per un invecchiamento consapevole

Proponiamo un lavoro sull’educazione permanente e la preparazione all’invecchiamento, intendendo con questo non solo l’educazione e l’adattamento alle caratteristiche di vita che, tradizionalmente, pensiamo tipiche della senescenza, ma soprattutto quella preparazione (e formazione individuale e collettiva) ad affrontare ogni disagio e difficoltà nelle varie fasi dell’involuzione senile. Concetto che rivoluziona finalmente, almeno sul piano culturale-teorico, il modello tradizionale che vuole la vecchiaia solo come l’ultima parte, desolata e spenta, della vita.

L’educazione permanente deve essere perseguita, attraverso tutte le età della vita, col fine sia di prepararsi per tempo ai cambiamenti che l’aging comporta, sia di vivere, una volta anziani, un’attività intellettuale intensa, che possa essere sia mezzo di ampliamento delle proprie conoscenze sia fine, essa stessa, per ottenere quell’arricchimento esistenziale che solo dalla cultura può derivare. In questo senso l’educazione permanente gioca un ruolo fondamentale in qualsiasi intervento che miri all’invecchiamento attivo, all’inclusione sociale e all’intergenerazionalità, alla centralità dell’arte e della cultura nei processi sociali.

L’educazione permanente, ha il fine di insegnare a gestire la propria esistenza dalla nascita alla morte in modo consapevole e produttivo. Essa, secondo Antonini, “deve studiare le modalità antropologiche dell’uomo che invecchia e sulla base di esse dovrà porre le condizioni, ideare gli incentivi, stabilire le modalità più adeguate per promuovere l’apprendimento” e se è vero che questo continuo arricchimento etico-cognitivo, che punta alla crescita dell’individuo, non può prescindere dalla capacità individuale di ognuno, è altrettanto vero che esso è indispensabile a questo fondamentale cambiamento di mentalità e cultura che riteniamo irrinunciabile in una società che voglia considerarsi veramente civile. Appare quindi obbligatorio il rifiuto della logica che divide la vita dell’uomo in fasi ben distinte e rigidamente separate: ludica, scolastica, lavorativa, pensionistica, in favore di una visione dell’esistenza decisamente più dinamica, fluida, mutabile, senza compartimenti stagni, con un proficuo scambio di “informazioni” fra le diverse realtà temporo-esistenziali dell’arco vitale. Ed altrettanto necessario è sfatare quel luogo comune che fa dell’educazione una preparazione alla produzione, affermando invece il valore dell’arricchimento interiore, dello stimolo affettivo e cognitivo, del miglioramento concreto della qualità della vita, che un continuo processo di apprendimento, purché assolutamente avulso da competizione e da produttività, comporta obbligatoriamente per ogni individuo.

Per approfondire:
La Terza Età e invecchiamento attivo
Una sera al Vascello