CENTRO DIURNO ALZHEIMER “IL PIOPPO”

L’ALLEGRIA DI OGNI MALE È IL RIMEDIO UNIVERSALE…..

[per maggiori info visita il sito del Centro diurno: http://www.nuovasocialita.org/alpioppo ]

Questo è lo spirito e l’atmosfera con cui si lavora al centro diurno IL PIOPPO
Originariamente lavanderia di CASA VITTORIA, il Centro Diurno Alzheimer il Pioppo prende forma nell’aprile 2006 anno in cui la Cooperativa Sociale Nuova Socialità si aggiudica, da parte dell’allora Comune di Roma, la gara per la gestione di un servizio rivolto a persone affette da demenza degenerativa.
Gli obiettivi del servizio erano molteplici: creare uno spazio di socializzazione finalizzato alla prevenzione dell’isolamento sociale e dell’istituzionalizzazione, creare spazi di condivisione, stimolare e mantenere le capacità e le autonomie conservate, sia cognitive che motorie della persona malata e non meno importante, alleggerire il carico assistenziale delle famiglie dando loro supporto ed orientamento.
Il Comune stila un protocollo di intesa con la ASL, allora Roma D, III Distretto, affinché il servizio fosse integrato e fornisse risposte sia sociali che sanitarie.
A noi ci affida il servizio e i luoghi.
La struttura inizialmente asettica, somigliava ad un’opera di archeologia industriale, luminosa, ariosa, bella!!
Avevamo però un problema da risolvere….
Dovevamo conciliare il bello, le caratteristiche estetiche del luogo con i bisogni dei nostri futuri ospiti: persone affette da demenza di Alzheimer, persone confuse, disorientate smarrite, che hanno perso la memoria, l’identità, la propria storia.
Dovevamo creare un ambiente che fosse quanto più familiare possibile, che potesse dare la sensazione ai futuri ospiti di stare “in famiglia”.. di stare a casa.
Avevamo bisogno di piccoli ambienti, di luoghi ben definiti, i luoghi del Pioppo, dell’ex lavanderia ristrutturata, dovevano diventare “i luoghi della cura”.
Il malato di Alzheimer che vive come se fosse immerso in una nebbia, ha bisogno di vivere in un ambiente protesico che possa aiutarlo a ritrovarsi, a ritrovare le origini che va perdendo con il progredire della malattia, ad orientarsi e sentirsi al sicuro.
Inizia così un’opera di “trasformazione” degli ambienti del Pioppo, un’opera di “cura” mai più terminata.
Oggi al Pioppo si lavora per le persone e con le persone. La dedizione e l’attenzione da parte degli operatori è continua. Si curano gli ambienti apportando continui aggiustamenti man mano che emergono nuovi bisogni da parte degli ospiti; l’ambiente è stato reso circolare, nonostante non lo fosse!
L’utente non si sente mai costretto e circola liberamente al centro se ne ha voglia, in tutta sicurezza; mai costrizioni, mai sbarramenti…non ci sono divieti ne porte chiuse. Piuttosto tende d’arredo che occultano una porta chiusa…..
Le strategie relazionali e comportamentali messe in campo dagli operatori sono all’ordine del giorno: si convalida il vissuto interno della persona malata, si accoglie ciò che la persona ha da dirci, che abbia un senso o no per noi che siamo capaci di fare l’esame di realtà, l’accogliamo, la convalidiamo, evitiamo di contraddirla, facciamo di tutto per evitare che lui o lei si sentano inadeguati, come purtroppo spesso capita.
Utilizziamo i canali sensoriali primari: l’olfatto, la vista, l’udito, il tatto, preziosi sensi, soprattutto quando la malattia ha compromesso quelli funzioni superiori come il linguaggio o il pensiero simbolico. I sensi diventano il canale di comunicazione previlegiato per la costruzione di una relazione significativa.
Al centro c’è sempre un’atmosfera serena….dal mattino, dall’accoglienza! La musica classica accoglie l’ospite nell’ambiente del Pioppo e così si da inizio alla giornata.
Si recita l’almanacco, si orienta l’ospite nel tempo e nello spazio, lo si aiuta a rimembrare fatti del suo passato, a rispolverare ciò che gli è familiare. Si fa la terapia della reminiscenza, la stimolazione cognitiva, l’olfatto terapia, si allestiscono laboratori di terapia occupazionale.
Al Pioppo si pranza insieme, si creano momenti di socializzazione e di scambio tra gli ospiti, nascono amicizie e ci si ritrova con piacere quelle tre volte a settimana; un appuntamento fisso che ben presto malati e familiari aspettano con piacere.
Anche i familiari si sentono sostenuti ed accompagnati nel lungo percorso della malattia. Gli operatori sono disponibili ad un ascolto attivo ed accogliente. La psicologa dà sostegno orienta ed è punto di riferimento tanto per gli operatori che per i familiari. L’ appuntamento fisso mensile di gruppo solo per i familiari, è un’altra delle ancore del servizio dove i familiari nel gruppo si ritrovano, condividono, imparano, crescono.
Il Centro Diurno il Pioppo oggi, lo si può paragonare ad caleidoscopio, ad una molteplicità di realtà e di esperienze, i cui toni, colori, e aspetti sono costantemente mutevoli. Chi osserva da fuori il Centro può cogliere a volte ”immagini statiche”, altre volte intense sequenze di relazioni e di scambi. Lo stesso “materiale”, lo stesso luogo, lo stesso posto può apparire sempre diverso, ogni volta che si ruota il caleidoscopio, ciò che vediamo e che mettiamo a fuoco, inevitabilmente è diverso ed il punto di osservazione cambia.

Roma 5 giugno 2017
Responsabile Tecnica Centro Diurno Alzheimer
Psicologa Dott.ssa Luisiana Pascucci